Archiviato in: house news | Tag: acqua, blu, bollette, economia, nuovo, oro, privati, usura
Più preziosa dell’oro, più redditizia del petrolio. In Italia l’acqua, da bene primario, da diritto fondamentale si sta trasformando in merce per multinazionali. Un business sempre più redditizio. Negli ultimi cinque anni le tariffe sono aumentate in media del 35 per cento. Una crescita seconda solo a quella del greggio. E figlia di una privatizzazione feroce, compiuta in nome di una falsa efficienza. Ottenuta, spesso, con la complicità delle istituzioni pubbliche che, per incompetenza o per colpa, hanno abbandonato agli appetiti dei privati il controllo e la gestione del sistema idrico.Il punto di svolta è il 5 gennaio del 1994 con la Legge Galli (poi confluita nell’aprile 2006 nel Codice Ambientale) che viene emanata con l’obiettivo di semplificare la gestione pubblica delle acque, all’epoca ripartita tra ben novemila diversi soggetti. Vengono definiti 91 Ato (Ambiti territoriali ottimali), ovvero le aree di riferimento per la fornitura dei servizi idrici. Ciascun Ato è posto sotto il controllo degli enti locali. I quali, però, hanno spesso il doppio ruolo di azionisti affiancando i privati. Che in un mercato potenziale da 8 miliardi di euro si ficcano a capofitto. Come ‘Acea’ o le multinazionali francesi ‘Suez’ e ‘Veolia’, che tra gestione e incroci azionari, si stanno mangiando fette di territorio a costo quasi zero. Perché i privati nell’acqua non investono o investono poco. Neanche il 10 per cento del dovuto.Come rilevato dall’Antitrust, per l’acqua si assiste alla sostituzione di monopoli pubblici con monopoli privati.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79031
Archiviato in: x news | Tag: agenti, contro, diaz, interni, polizia, processo, riprende
La Diaz dopo l’irruzioneTra un mese, o poco più, finalmente sapremo che ne sarà dei 29 poliziotti che il 21 luglio del 2001 fecero irruzione alla scuola Diaz, doev dormivano i manifestanti del Genoa Social Forum. Riprende infatti a Genova il processo contro gli agenti accusati a vario titolo di violenza privata, lesioni gravi, falso, calunnia, arresto illegale. Nel luglio scorso, al termine della requisitoria, i pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini hanno chiesto 28 condanne per complessivi 109 anni e 9 mesi di reclusione e una sola assoluzione.In particolare, quattro anni e 6 mesi sono stati chiesti per Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, oggi tra i vertici dell’antiterrorismo e dei servizi segreti, nel 2001 rispettivamente direttore dello Sco e vice direttore dell’Ucigos. Secondo la tesi dell’accusa, i due dirigenti, nel 2001 più alti in grado nella catena di comando, avrebbero truccato le prove (ad esempio piazzando due bottiglie molotov nella scuola) e falsificato i verbali per giustificare la «macelleria messicana», come venne definita l’irruzione dal vicequestore Massimo Fournier, anche lui imputato nell’inchiesta.Fino al 26 settembre la parola sarà data agli avvocati di parte civile, che rappresentano circa 90 parti lese. Poi sarà la volta dei difensori. Tra un mese circa la sentenza.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79075
Archiviato in: news on line | Tag: altro, americano, civili, errore, missile, morti, pakistan, villaggio
La guerra in Afghanistan fa morti anche in Pakistan. E come sempre sono civili: almeno 12 persone, tra cui donne e bambini, sono rimaste uccise da un missile sparato da un aereo americano senza pilota nel villaggio di Tol Khel, al confine con l’Afghanistan. Secondo fonti locali, l’obiettivo era colpire una casa appartenente ad un militante talebano. Nella zona infatti le forze della coalizione stanno ricercando dei miliziani di Al Qaeda. Si contano anche 10 feriti. Una strage senza fine visto che, appena la settimana scorsa, in un’operazione nel Waziristan meridionale avevano perso la vita venti persone tra cui donne e bambini. L’ultima tragedia pakistana arriva dopo le polemiche su alcune indiscrezioni secondo cui in luglio il presidente Usa, George W. Bush, approvò ordini segreti per autorizzare azioni all’interno del Pakistan anche senza il consenso di Islamabad. E sempre nella zona al confine con l’Afghanistan, precisamente nella regione del Bajur, sono morti almeno trenta guerriglieri nel corso di scontri con l’esercito pachistano. A cadere sotto il fuoco delle armi sono stati anche due militari pachistani. Per Murad Khan, portavoce dell’esercito pachistano, sarebbero centinaia i guerriglieri uccisi dalle forze di sicurezza nella regione nord-ovest del paese nelle ultime settimane.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78941