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La Polonia non ratificherà il Trattato di Lisbona. Ne è sicuro il presidente polacco Lech Kaczynski, che lo considera ormai «senza scopo», dopo il rifiuto irlandese di ratificarlo. Il presidente ha rilasciato un’intervista pubblicata nell’edizione on-line del quotidiano Dziennik. Il parlamento polacco ha già approvato il Trattato, che mira a una riforma del funzionamento delle istituzioni dell’Unione europea, ma per la ratifica serve la firma del presidente. «È difficile dire come finirà – ha aggiunto Kaczynski – ma non è serio affermare che senza il Trattato non esiste un’Unione europea».
Ma il presidente polacco è in contrasto con il governo. Il presidente della camera dei deputati, Bronislaw Komorowski, ha detto invece che il Paese «dovrebbe ratificare il Trattato di Lisbona molto velocemente». Komorowski si è detto «sorpreso e preoccupato» per la dichiarazione del capo dello Stato. «In Europa non si fa la politica attraverso i segnali ma piuttosto dialogando, spesso per telefono», ha detto Komorowski in un’intervista per il canale privato tv Tvn 24.
Il presidente della Camera ha ricordato che il parlamento, votando una legge sulla ratifica del Trattato, ha autorizzato il capo dello stato a firmarlo. Komorowski ha fatto presente che Kaczynski stesso ha condotto per la Polonia il negoziato sul testo finale del Trattato e che, secondo le sue dichiarazioni di allora, l’accordo raggiunto è stato un suo grande successo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76755
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L’appello è arrivato sulle nostre colonne: il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, in una lettera a l’Unità, scrive al segretario del Pd Walter Veltroni e, come nel suo stile, non usa giri di parole: «Questo non è il momento di soffermarsi a riflettere, nè di rimandare a tempi che verranno. È il momento di chiamare a raccolta i cittadini, di scendere in piazza». Insomma, Di Pietro lo chiede chiaro e tondo: anche il Pd l’8 luglio, insieme a l’Italia dei Valori e ai grillini, partecipi alla manifestazione promossa da Furio Colombo, Francesco Pancho Pardi e Paolo Flores d’Arcais.Una sorta di girotondo vecchia maniera, per alzare la voce contro «le leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo – si legge nell’appello – il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti».Ma il Pd, come ha più volte spiegato Veltroni, non ama «certi toni di contrapposizione» perché li considera «un regalo al presidente del consiglio». Quella del Pd, vuole essere un’opposizione «riformista e non urlata». Per questo il Pd, l’8 luglio in piazza non ci sarà. Lo conferma martedì il ministro ombra dell’Interno Marco Minniti: «In queste ore e in questi giorni manifesteremo una fortissima opposizione ai provvedimenti del governo, a partire dal decreto sulla sicurezza che è diventato un provvedimento salva processi – spiega rispondendo a Di Pietro – e poi in autunno ci mobiliteremo sull’emergenza sociale del paese».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76759
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Si chiude un altro capitolo della saga di eBay, di nuovo condannata in Francia. Il più famoso sito di vendite all´asta su internet è stato condannato da un tribunale parigino a versare la cifra enorme di 38,6 milioni di euro di danni e interessi al leader mondiale del lusso Lvmh. In particolare, il colosso delle aste online dovrà risarcire Lvmh per 19,29 milioni di euro, Christian Dior Couture per 17,3 milioni di euro e dovrà pagare altri 3,25 milioni a quattro marchi di profumo di lusso (Christian Dior, Kenzo, Givenchy e Guarlain). Ad aver denunciato per contraffazione e vendite illecite il sito erano state le griffe del gruppo, Louis Vuitton, Christian Dior Couture e quattro filiali di profumi. Secondo l’accusa, eBay è responsabile di aver consentito agli internauti di vendere sui suoi siti borse, rossetti, profumi e capi d’abbigliamento chiaramente falsi. Inoltre, anche nel caso di prodotti autentici, ha sostenuto l’accusa, la loro vendita ha danneggiato il sistema di distribuzione dei cosmetici e profumi di lusso gestito dai rivenditori autorizzati. Il sito americano ha già annunciato che farà ricorso.
La sentenza interviene dopo due anni di procedura e l´esame di migliaia di pezzi. Non sono i primi guai legali per il colosso di internet che ha 84 milioni di utenti attivi in 39 mercati mondiali. Il primo ad ottenere una condanna di eBay per contraffazione era stato ai primi di giugno la società francese di oggetti di lusso Hermès.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76732
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Egregio PresidenteDa settimane attendiamo invano di poterLa incontrare e speriamo vivamente che questa ulteriore sollecitazione sortisca buon esito. Come sa, abbiamo accolto con favore la notizia che Lei è divenuto il nuovo editore de l’Unità. Il Cdr e la redazione tutta si sono spesi non poco perché si definisse un assetto proprietario rispettoso della storia del giornale e consapevole dell’esigenza di nuovi investimenti per il rilancio della testata. La Sua vicenda imprenditoriale e Sue prime dichiarazioni hanno confermato favorevolmente le nostre aspettative. Le abbiamo apprezzate e non abbiamo mancato di darne atto pubblicamente. Detto questo, però, a fronte dell’esigenza di rimettere in moto la macchina del giornale, abbiamo avvertito non poche incertezze. Che ci preoccupano, perché perpetuano lo stato di ‘galleggiamento’ che pesa sulla testata da più di un anno e che sfianca una redazione mortificata nelle sue potenzialità e nelle professionalità. La inusuale e lunga proroga del Consiglio di Amministrazione della Nie che riflette il vecchio assetto proprietario, avvenuta lo scorso 5 giugno, vincolata tra l’altro alla sola gestione ordinaria, non aiuta sicuramente il rilancio che tutti auspichiamo e che richiederebbe da subito nuove capacità manageriali e visione strategica. La stessa incertezza sulla direzione, d’altra parte, non consente al giornale di ripartire per affrontare con serenità un periodo tradizionalmente difficile come quello estivo, con conseguenti ricadute sulle vendite.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76696
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Un operaio è morto ad Afragola (Napoli) in un incidente avvenuto in un cantiere stradale. Secondo quanto si apprende i vigili del fuoco hanno estratto il corpo dell’uomo che sarebbe rimasto travolto a causa dello smottamento di una parte del terreno. Si sarebbe aperta una vera e propria voragine nel terreno.La vittima dell’incidente è un operaio albanese, del quale non sono ancora note le generalità. L’uomo aveva un regolare rapporto di lavoro con la ditta che stava eseguendo, in esecuzione di un appalto del comune di Cardito (comune al confine di Afragola) lavori per la sistemazione di una condotta fognaria.Secondo i primi accertamenti dei carabinieri, l’operaio, che era all’interno dello scavo, è stato travolto dal crollo di una parete. Il cantiere è stato sequestrato dai carabinieri che hanno eseguito il sopralluogo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76739
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Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini si sono incontrati, hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera al presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il tema centrale è la politica economica, in relazione con la manovra varata dal governo Berlusconi, che per i due leader «si configura, con i suoi 85 articoli, come una vera e propria legge finanziaria, cosa per altro riconosciuta dallo stesso Governo nel Dpef».
Nella lettera, però, Veltroni e Casini chiedono che «si ristabilisca la giusta gerarchia delle priorità, mettendo al primo posto i problemi degli italiani. Si garantisca che su di essi si possa svolgere, nelle istituzioni e in ogni ambito politico, quel confronto aperto e approfondito che è l’unico modo per assicurare al Paese crescita ed equità sociale».
La lettera, firmata congiuntamente da Veltroni e Casini e dal capogruppo Pd Antonello Soro, e dall’Udc Michele Vietti, prosegue: «L’opposizione da noi rappresentata ritiene che questa manovra debba essere fortemente corretta, ritiene che non sia adeguata ad affrontare la crisi in cui versa il Paese e a rispondere alle domande e ai bisogni degli italiani. Non lo è perché agli annunci in senso contrario di queste settimane è seguito in realtà un aumento delle tasse dello 0,2% nel 2010. Non lo è – prosegue ancora la lettera – perché non garantisce il presente e mortifica il futuro con i tagli alla sicurezza e alla scuola.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76801
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Ventotto immigrati sono sbarcati sabato mattina a Portopalo di Capo Passero, provincia di Siracusa. Erano stati intercettati a 30 miglia dalla costa siciliana e bloccati da una motovedetta della Guardia di finanza che li ha condotti a terra. Nel pomeriggio di venerdì erano state soccorse al largo di Lampedusa, altre 69 persone, tra cui 19 donne, una delle quali incinta.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76882
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Il commissario europeo agli Affari sociali, Vladimir Spidla, ha giudicato «teoricamente grave» a Bruxelles, la discriminazione fra cittadini europei che consisterebbe nell’imporre ad alcuni di essi, su base etnica, doveri che gli altri non hanno, come quello di fornire le proprie impronte digitali per l’identificazione da parte delle autorità pubbliche. Durante la conferenza stampa della Commissione europea, rispondendo ad alcuni cronisti che avevano sollevato il caso italiano, Spidla ha detto: «Non ho abbastanza elementi per dare un giudizio su caso specifico: le informazioni della stampa non mi consentono una comprensione totale di questa vicenda, e d’altra parte mi sembra che l’autorità nazionale per la protezione dei dati abbia aperto un’indagine. Ma è chiaro: nell’Ue – ha ossevato Spidla – ci sono i cittadini europei ed è impossibile dare ad alcuni di essi su base etnica dei doveri diversi rispetto a quelli degli altri. Questa situazione teorica non si ritrova nel quadro della legislazione europea».Incalzato dai cronisti, che chiedevano se sia possibile l’archiviazione delle impronte digitali su base etnica, il commissario ha aggiunto: «Non si può: le persone sono uguali. La legislazione Ue dice che non si può fare differenze su base etnica, e vedo un grave problema teorico. Comunque – ha puntualizzato Spidla – la Commissione europea studierà il caso concreto al momento debito, perché può reagire solo rispetto a situazioni reali, e per adesso questo non è il caso, non abbiamo informazioni sufficienti».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76799
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